Una patologia diffusa: l'artrosi
Una malattia degenerativa

L’artrosi è una malattia degenerativa che interessa le articolazioni. E’ una delle patologie più diffuse tra gli adulti e provoca diversi problemi e dolori fisici. Uno dei sintomi è infatti il dolore diffuso nelle zone articolari.
Il Dott. Leonardo Donati è specializzato nella cura e nelle terapie da adottare in casi di artrosi. Se soffri di artrosi o vuoi prevenire questo tipo di patologia affidati allo studio di un esperto ortopedico come il Dott. Leonardo Donati, potrai trovare tutte le terapie indicate per il tuo caso specifico.
I sintomi dell'artrosi
Dolore e rigidità articolare
I sintomi più diffusi dell'artrosi sono il dolore articolare e la rigidità articolare. Il dolore spesso si accentua con il movimento e si riduce con il riposo. Con il progredire dell'artrosi si hanno manifestazioni dolorose anche a riposo, accompagnate da una frequente sensazione di rigidità mattutina, generalmente di breve durata.
Quando la degenerazione è evoluta, il paziente può essere limitato nelle proprie capacità e possibilità di movimento e risulta più o meno invalidante a seconda delle articolazioni colpite: per esempio, l'artrosi di anca e ginocchio può ostacolare il cammino; l'artrosi delle mani può compromettere la destrezza e la forza necessarie a compiere le semplici azioni della vita di ogni giorno. Inoltre, l'artrosi comporta deformazioni e il versamento di liquido sinoviale articolare.
Spesso si riferisce che il dolore può accentuarsi durante i cambiamenti climatici, soprattutto con l'umidità, con il vento, oppure quando si passa da un ambiente caldo ad uno freddo.
La giusta prevenzione per l'artrosi
Controllo del peso e attività fisica
La prevenzione dell'artrosi articolare si basa sul controllo dei fattori di rischio modificabili, in quanto familiarità, predisposizione genetica ed età non possono essere cambiati. E’ invece possibile intervenire su fattori come le malattie metaboliche (esempio diabete o iperuricemia-gotta) che alterano la normale struttura cartilaginea, sulle sollecitazioni meccaniche (esempio lavori usuranti), sulle malformazioni (deviazioni degli assi degli arti inferiori) e soprattutto sul peso corporeo. Il sovrappeso o addirittura l’obesità causano un aumento degli attriti articolari accelerano l’evoluzione del processo artrosico nelle articolazioni sottoposte a carico (anca e ginocchio). Una perdita di peso in caso di artrosi avanzata determina sicuramente una riduzione del dolore e nei casi meno gravi o iniziali rallenta il processo di usura dell’articolazione.
Una attività fisica moderata e non traumatizzante, sempre accompagnata da esercizi di stretching, come cyclette, nuoto, yoga, acquagym mantiene il tono muscolare ottimale e riduce la rigidità articolare.
L’utilizzo di tutori come bastoni, antibrachiali, ginocchiere, plantari ma anche busti o collari aiuta a ridurre il lavoro delle articolazioni malate e quindi riduce il dolore.
La diagnosi per l'artrosi
Le indagini strumentali
La diagnosi di artrosi articolare si basa sulle indagini strumentali come la radiografia. Questa metodologia ci permette di valutare le variazioni che avvengono in una articolazione affetta da artrosi, cioè la riduzione dello spazio articolare, la presenza di osteofiti, l’ispessimento della trama ossea e la formazione di cisti ossee periarticolari.
Esami più approfonditi come RMN e TC sono indispensabili per la diagnosi nelle forme iniziali di artrosi, in quanto capaci di evidenziare alterazioni minime delle superfici cartilaginee.
Le terapie migliori per l'artrosi
Come ridurre i dolori articolari
L'osteoartrite (OA) è il tipo più comune di artrite e la principale causa di dolore cronico e disabilità negli anziani. Dolore al ginocchio e all'anca sono le principali cause di difficoltà nel camminare e salire le scale negli anziani in Europa e USA e ben il 40% delle persone oltre i 65 anni nella comunità del Regno Unito soffrono di sintomi associati con il ginocchio o dell'anca OA.
Il Trattamento dell'osteoartrite in generale e quella del ginocchio e dell'anca in particolare è diretta a:
- Ridurre dolori articolari e rigidità.
- Mantenere e migliorare la mobilità articolare.
- Ridurre disabilità fisica e handicap.
- Migliorare la salute e la qualità della vita.
- Limitare la progressione del danno articolare.
- Educare il paziente circa la natura del disturbo e la sua gestione.
Si distingue una terapia non farmacologica, una farmacologica ed una chirurgica .
La gestione ottimale della AO richiede una combinazione di trattamenti farmacologici e non farmacologici.
Terapia non farmacologica
- Cambiamento dello stile di vita al fine di evitare attività gravose per le articolazioni malate.
- Esercizio fisico, potenziamento muscolare e esercizi per mantenere elastiche le articolazioni.
- Controllo del peso corporeo con lo scopo di tenerlo il più basso possibile al fine di scaricare le articolazioni danneggiate.
- Uso di tutori (ginocchiere, solette, polsiere) ma anche di stampelle o bastoni fino ai deambulatori.
- Terapie fisiche (dalle tens alla tecarterapia) e l'agopuntura.
Terapia farmacologica
- Paracetamolo a dosi di 3-4 g al giorno.
- Antiinfiammatori per via sistemica: più efficaci del paracetamolo a contenere il dolore e l’infiammazione tipiche dell’AO.
- Antiinfiammatori per via locale: sono raccomandati nella maggior parte delle linee guida per il trattamento dell’AO.
- Oppiodi: estremamente efficaci nel trattamento del dolore.
- Farmaci che modificano la struttura cartilaginea (condroitin solfato e glucosamina): nel lungo termine sono in grado di rallentare la progressione della malattia, infatti nei soggetti che ne fanno uso adeguato il rischio di andare incontro ad un intervento di protesi è decisamente inferiore.
- Infiltrazioni di cortisone: estremamente efficaci nel controllo del dolore e dell’infiammazione, ma poco efficaci sulla rigidità e sulla funzione articolare.
- Infiltrazioni con acido Ialuronico: riescono sia a modificare la progressione della malattia, sia a migliorare la funzione articolare. Diminuiscono la rigidità e si sono dimostrate più efficaci di quelle con cortisone nel mantenere il controllo del dolore in un periodo compreso tra le 4 e le 12 settimane dopo l’infiltrazione.
Terapia chirurgica
- Artroscopia: permette di effettuare debridement articolare/lavaggio, asportazione di corpi mobili articolari, meniscectomie, perforazioni e microfratture per i difetti cartilaginei fino ai trapianti di cartilagine.
- Osteotomia: intervento invasivo che porta alla correzione della deviazione dell’asse dell’arto interessato al fine di evitare il sovraccarico nel segmento malato (osteotomie valgizzanti e
varizzanti). - Protesi: i pazienti con OA dell'anca o del ginocchio che non hanno ottenuto un adeguato sollievo dal dolore e miglioramento funzionale di una combinazione di trattamento non-farmacologico e farmacologico devono essere considerati per interventi di sostituzione articolare, intervento di chirurgia maggiore per l’alta invasività ma estremamente efficace per il ripristino di una mobilità articolare senza dolore. Nel ginocchio è possibile anche la protesizzazione del solo compartimento malato (protesi monocompartimentale) meno invasiva della protesi totale del ginocchio e dalla riabilitazione precoce.



